domenica 29 gennaio 2012

HERO

La linea che divide coraggio e paura è inesistente: lo scopo è quello di annullare anche quella sensibile percezione di separazione che la mente si ostina a replicare.

Il corpo, messo a dura prova dallo sforzo sembra diventare tutto ciò su cui puntare, e per un attimo ci credo!

Credo sia lui ad avanzare, per un attimo credo sia lui a dirigere la vita: ed è solo un attimo che sfuoca lasciando il posto ad una forza di volontà senza uguali che motiva attraverso le parole e le emozioni, un movimento che si allunga dalla mente al corpo, dallo spirito alla volontà.

All’inizio cerco scuse da manifestare come conseguenza di una razionale ragione che pare possa prendere il sopravvento sulla volontà e poi, passo dopo passo, scopro che le risorse sono infinite e la paura si fonde con il coraggio annullando ogni possibile barriera e diventando purezza, uno spirito dirompente capace di superare il buio e la fatica, che incita per spingere al massimo, senza sforzo alcuno, una determinazione che si attiva con la sola forza del pensiero positivo.

E’ così che arrivo fino in fondo a ogni meta: passo dopo passo, scoprendo che è la sola mossa vincente che posso fare.

Questo è essere un Hero, scegliendolo e vivendolo fino in fondo, con l’attenzione alta e la consapevolezza che si affaccia vivida e chiara su ogni prova, con la certezza di comprendere ogni volta che il limite è soltanto nella mente.

Un Hero iniziato nel momento in cui ho deciso di partecipare e che continua, e continua all’infinito: non potrà mai terminare perché l’ho vissuto e come ogni cosa vissuta intensamente la porterò con gioia nel mio cuore.

Nulla sarà più come prima: questa è una certezza di cui vado fiera e della quale gioisco mantenendo alta l’attenzione, nel piacere coraggioso di vivere il tempo presente, step by step.

Ora vado con fiducia nella direzione dei miei sogni vivendo la vita che ho immaginato … step by step!

giovedì 8 settembre 2011

STUPORE & MERAVIGLIA ... e se cade la mascella, raccoglila!

"La strada giusta è questa: appena finita la scuola trovati un lavoro sicuro: è l'unica cosa che conta. Quando hai un lavoro sicuro tutto funziona, ma senza la sicurezza di uno stipendio alla fine del mese, è la fine! E togliti dalla testa tutte quelle fantasie sul realizzare il tuo sogno di diventare musicista: quelli muoiono di fame! Vuoi ridurti a un mendicante, che suona la chitarra per la strada? Un bel lavoro in banca è quello che ti ci vuole per assicurtarti la vecchiaia"
Lei, mia madre, usava parole differenti ma il senso era quello: lavoro fisso, vecchiaia assicurata. La sicurezza era importante: nata nel 1914, aveva vissuto la sua gioventù nel pieno della seconda grande guerra mondiale. Mi raccontava della precarietà e delle privazioni e, per screditare quei momenti difficili, riempieva ogni mobile della casa con scorte di zucchero, riso, farina e quant'altro il benessere le permetteva di acquistare: e quando le scorte scendevano al di sotto dei 5 pacchi, correva ai ripari facendo rifornimento. Sono cresciuta con il buonsenso di non sprecare e rispettare, valori che ancora oggi amo mantenere vivi, e anche con l'idea di non lasciar la strada vecchia per la nuova  perchè -diceva lei- sai quello che lasci ma non sai quello che trovi! Come suonava funerea quell'ultima parte: come se trovare qualcosa di nuovo fosse mostruoso ... o almeno io lo vivevo così. E così la mia idea di partire per l'Australia a fare nuove esperienze venne bocciata dall'intero consiglio familiare: ma dove hai la testa! andare così lontano lasciando i tuoi qui a preoccuparsi per te!  Era il 1975 e avevo appena compiuto i 18 anni.
Sono passati molti anni prima di prendere la decisione e porre fine alla fissa immobilità di un lavoro dipendente e quando decisi di dirlo a mia madre ... o Cielo ... fu uno dei momenti più aggrovigliati della mia vita. Percorsi tutto il viaggio in metrò a ripetermi la scena dell'attimo in cui avrei aperto la porta di casa e, senza neppure salutare, avrei esordito con "Ho dato le dimissioni" e lei avrebbe risposto "Ma sei impazzita?!??" e io replicato "E' la mia vita e faccio quello che voglio" e sarei uscita sbattendo la porta alle mie spalle. Questa era la risoluzione, l'unica strada possibile: la guerra atomica.
Immaginate lo stupore quando, dopo aver pronunciato la parola dimissioni, mia madre chiede: "E cosa andrai a fare? in quel momento, dopo aver recuperato la mascella inferiore direttamente dal pavimento, rispondo: "l'insegnante di crescita personale e spirituale" attendo la domanda successiva "E ti darà da vivere?"  rispondo "E' ciò che voglio fare nella vita e sono sicura di sì"
"Bene. Se è questo quello che vuoi per te e sei felice, lo sono anch'io"
A questo punto recupero anche la mascella superiore -sempre dal pavimento- e commossa l'abbraccio. Mi aveva stupito con la sua risposta: le aspettative di guerra atomica elaborate per tutto il viaggio in metrò si erano sciolte come neve al sole.
In quel momento ho capito una cosa importante: quando si compie una scelta di cuore tutto si allinea per sostenerti. E' stata la mia prima grande e consapevole uscita da una delle tante zone di comfort e da quel giorno ho imparato che tutto è possibile quando c'è cuore e passione.

Osservo la strada che sto percorrendo in questo momento con passione e tanta determinazione insieme ai miei compagni Winner e al Bogiatto's Group  e mi vengono in mente le parole di Don Juan, Maestro di Carlos Castaneda «Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

lunedì 5 settembre 2011

NON RIESCO A SALIRE SULLA BARCA!

Tratto da Reality Transurfing di Vadim Zeland

"Supponiamo che abbiate l'ambizioso desiderio di diventare una star o un milionario. Ma siete veramente pronti a concedervelo? Di solito le persone credono che la gloria, i soldi o il potere siano appannaggio di  pochi eletti. Ma chi li sceglie, questi eletti? In primo luogo essi stessi e solo poi tutti gli altri! Se sognate qualcosa ma non siete pronti a concedervelo, non lo otterrete sicuramente.
Supponiamo che vogliate diventare ricchi. Siete sicuri di essere pronti a ricevere questo regalo della sorte? Certo, se qualcuno offrisse un milione "superfluo", ognuno di noi lo prenderebbe senza problemi e senza grandi difficoltà, tanto più che la ricchezza non guasta la vita, come a volte cercano di insegnarci certi film edificanti. Ma non si tratta di questo. Allora, siete pronti a prendere questo milione? Forse state pensando che il milione dev'essere guadagnato, sudato? No, non avete capito. Siete pronti semplicemente a scegliere? Siete pronti a permettervi di avere?."

Questo estratto del libro di Zeland mi fa riflettere su un argomento che ho toccato molto spesso nella mia vita, sia personalmente, sia durante i corsi. Ed è proprio a un corso tenuto molti anni fa al quale faccio memoria e dove uno degli studenti aveva il desiderio di possedere una barca a vela. Stimolato dalle tecniche e dal fatto che, a volte, vogliamo fortemente qualcosa ma non siamo pronti a riceverla, sosteneva che, nel suo caso, le cose non stavano così: lui voleva la barca a vela e l'avrebbe avuta perchè nelle sue visualizzazioni riusciva a immaginarla nel dettaglio.
A quel punto gli chiesi di fare un piccolo esercizio: chiudere gli occhi, immaginare la barca a vela di fronte a lui e salirci sopra. Ricordo bene il suo viso diventare rosso di rabbia, le labbra contrarsi come in uno sforzo e d'improvviso i suoi occhi spalancarsi, attoniti, come se avessero visto un fantasma, e dalla sua bocca uscire queste parole: "Non riesco a salire sulla barca!"
Il problema era proprio questo! Pur immaginando la barca nel dettaglio mentre solcava il lago, leggera, con le vele spiegate ... a bordo non c'era nessuno! Si stava impedendo di permettersi di averla. Abbiamo trovato insieme quali fossero gli ostacoli e, come sempre accade, la mancanza di fiducia era l'ostacolo principale che ha superato con facilità utilizzando la tecnica del fare.
La prima cosa che ha fatto, appena rientrato dal corso, è stata quella di andare da un concessionario nautico e vedere, toccare, salire e provare in acqua la barca del suo sogno. Da quel momento sono iniziate a susseguirsi una serie di perfette sincronicità che lo hanno portato a salire sulla sua barca un anno dopo. E' stata una grande lezione per me.

"Se hai un sogno, offriLo a Dio e chiedi a Lui come e cosa fare per realizzarlo. Questo è il suo compito: portare Amore nella vita di ognuno di noi"

lunedì 29 agosto 2011

IL BELLO DEL GRUPPO

E' sorprendente ed entusiasmante sapersi muovere nell'energia: vederla, riconoscerla e maneggiarla. Si può fare tutto questo quando si inizia a sentire vedere e percepire mettendo da parte i sensi fisici einiziando a indossare il vero e reale vestito che ci permette di procedere consapevolmente nella vita: lo Spirito. Iniziano così ad aprirsi le infinite possibilità che il gioco della vita offre se ne sai rispettare le regole e queste possibilità vengono notevolmente amplificate quando si diventa parte integrante di un gruppo.
Quando appartieni a un gruppo si forma un'energia particolare che scorre in maniera circolare trasportando ogni possibile informazione senza mai fermarsi, come in una lavatrice dove, una volta impostato il programma, il cestello continua a ruotare fino a che non si arresta e solo allora si può aprire lo sportello e raccogliere i panni.
In un gruppo di persone che percorrono la stessa strada gli inganni si manifestano in modo ancor più macroscopico: lo possiamo facilmente capire in una società, quando si forma una convinzione che parte da una singola persona e raggiunge un paese intero. La tendenza a generalizzare fa da collante riunendo la mente di ogni compomente e iniziando un unico singolo pensiero. La crisi è una realtà e così aumentano le persone in difficoltà economica, le continue informazioni dei mass media relativamente a furti e stupri innesca la paura collettiva. Ci sono poi straordinarie eccezioni come l'esempio del virus dell'influenza A (H1/N1) partito come una bomba atomica pronta a ridurre la popolazione non vaccinata, finito come un fuoco di paglia che brucia velocemente. In ogni caso il gruppo amplifica le emozioni consolidandole, che siano esse di paura o di amore.

Ci sono emozioni scatenanti come, ad esempio, l'odio e l'invidia, sentimenti difficili da riconoscere poichè ci è stato insegnato che provare odio o invidia per qualcuno non è buono, che sono sentimenti del demonio e pensieri del genere. In questo modo si impara a nasconderle profondamente dentro di noi fino a non riconoscerle quando affiorano alla mente. Io ne so qualcosa e, per quello che è la mia personale esperienza, posso dire che sono prorompenti quando non riconosciute.
Un gruppo è l'esperienza più straordinaria che si possa vivere, un'iniezione di fiducia e autostima se emozioni come paura, rabbia, senso di colpa, invidia, risentimento, odio, antipatia, onnipotenza ecc... vengono riconosciute perchè è proprio grazie all'energia collettiva che queste emozioni affiorano in modo così evidente.

Appartenere ad un gruppo è la più grande opportunità che si possa realizzare nella vita poichè ogni singolo appartenente rappresenta un pezzettino di noi. A volte cado nella trappola dell'ego e schiaccio il pulsante del lamento:  mi lamento con me stessa, con altri o ascolto chi si lamenta e, per un pò, lascio che sia. Ma l'attenzione è ogni giorno più alta e questa dinamica diventa sempre più facilmente riconoscibile e veloce da lasciar andare, perchè la sola maniera per essere felici è accorgersi riconoscendo di essere gli unici autori di quell'emozione e scegliere di lasciarla andare. In questo modo lo spazio vuoto che si creerà verrà riempito da una sensazione di pienezza e appartenenza al tutto ... una sensazione di felicità, unica condizione per sperimentare lo Spirito.
Benedetto sia ogni gruppo al quale sono appartenuta, al quale appartengo e ai futuri gruppi ai quali apparterrò. Benedetta sia ogni singola persona che incontro sul mio cammino poichè è lo stimolo per comprendere la direzione in cui sto andando.

mercoledì 24 agosto 2011

SI, VIAGGIARE ...

... e la canzone continua dicendo "evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure, gentilmente senza fumo con amore ..." Mi piace viaggiare! Ieri ho preso il treno per arrivare a Cervia e, come sempre accade, il ruolo di SpiritualCoach mi porta a vivere la vita con più attenzione, prendendo spunto da ogni piccola sfumatura che mi viene proposta. Arrivata alla stazione di Brescia verifico sul tabellone il binario dal quale partirà il treno per Parma: No. 7, un numero significativo per me in questo percorso Ambassador intrapreso circa 8 mesi fa con il Bogiatto's Group.  La banchina d'attesa è fatiscente e al margine della stazione, gli edifici circostanti sono semidiroccati e la sensazione di scarsità che mi attraversa fa alzare l'indice dell' attenzione. Mentre cammino cercando una panchina libera per sedermi ad aspettare il treno osservo le persone che, come me, attendono: una famiglia africana molto colorata con due bimbi dagli occhi curiosi, un gruppo di orientali che chiacchierano ad alta voce, due ragazze dell'est che ridono tra loro. Mi sembra di essere in un frullatore mondiale e mi piace l'idea che etnie diverse di possano ritrovare così a stretto contatto :-)
L'altoparlante annuncia l'arrivo in stazione del treno che mi porterà a Parma, mi alzo spostando la borsa a mano sopra la valigia, alzo gli occhi e mi ritrovo di fronte ad una motrice con una carrozza piena di scritte e piuttosto sporca la cui lunghezza totale non supera quella di un pulman turistico. Penso "non sarà certo questo il mio treno" ... e invece è proprio così. Mentre mi incammino verso la porta per salire immagino il suo interno sporco, umido e afoso e l'umore cambia per un attimo ma l'attenzione, ancora alta, prende una piega positiva e ho la certezza che andrà tutto bene!
Salgo i gradini e con grande stupore l'interno dell'unica carrozza è strabiliante: i sedili sono nuovissimi e puliti e si sente il fresco dell'aria condizionata! Sorrido, mi accomodo vicino al finestrino e penso come, a volte, l'apparenza condizioni i sensi creando i presupposti per innescare il lamento.

Avrei potuto deprimermi alla vista del treno fatiscente creando una realtà altrettanto fatiscente così da potermi lamentare per tutto il viaggio e invece ho mantenuto l'attenzione alta e ho fortemente voluto trovare un'opportunità positiva...  e sono stata ripagata pienamente. Il viaggio ha continuato a mio vantaggio: a Parma sono salita per "errore" sul treno sbagliato arrivando a Cervia 15 minuti prima del previsto. Lungo il tragitto ho scoperto che il treno sul quale avevo la prenotazione è arrivato in stazione con 1 ora e 15 minuti di ritardo :-)  Un'attenzione alta e una mente orientata verso la positività fanno davvero la differenza.

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.
Bruce Chatwin

venerdì 12 agosto 2011

VOGLIA DI VOLARE

Il timore che hai per il cambiamento, le sfide, i pericoli è la negazione dell'esistenza di Dio. la Sua presenza non è qualcosa che può essere dimostrato oppure no, non è un oggetto del quale poter dire mi piace oppure non mi piace.  Dio è una possibilità dentro di te, nella tua mente,  e se cammini verso quella possibilità ecco che Dio diventa reale. Ogni dubbio o discussione che accendi sulla Sua esistenza diventa il deterrente che ne impedisce la manifestazione. Nella dualità della mente non c'è possibilità di ingannarsi: una scelta esclude l'altra e quando scegli di far entrare il dubbio Dio resta fuori.

Rimanere sempre uguali senza mai mettersi in discussione o non azzardare neppure un piccolo passo verso ciò che consideri l'ignoto significa non incontrarLo mai impedendo alle Sue vibrazioni di espandersi tutte intorno e dentro di te, nella tua vita. Il punto non è se Dio esiste oppure no ma se vuoi evolverti nel risveglio oppure rimanere addormentato: nell'evoluzione c'è l'incontro, la comunione, un punto di contatto con Lui.

E con questa nuova visione la presenza di Dio sarà all'inizio un'alternare momenti di gioia e solitudine, come un'altalena che continua a dondolare. Piano piano smetterai di discutere di Lui e inizierai a sentirLo e riconoscerLo lasciando che le Sue infinite trasformazioni si manifestino: è la gioia, l'amore e gli obiettivi raggiunti,  il benessere e l'abbondanza in ogni sua forma, il successo e la serenità.  A quel punto sentirai scorrere dentro di te il fiume del cambiamento e ne sarai soddisfatto poichè qualunque cosa possa succedere avrai la certezza che Dio è sempre con te.

Avvicinati a tutto ciò che possa trasformarti, a qualunque cosa che ti faccia evolvere, espandere e sviluppare la tua consapevolezza va bene: impara ad aprire le tue ali e abbandonati alla vita lasciando che Dio sia il vento che ti sostiene.

Avvicinatevi all'orlo
Non possiamo, cadremo giù
Avvicinatevi all'orlo
Si avvicinarono. . . lui li spinse. E volarono
                       (Guillaume Apollinaire)

sabato 6 agosto 2011

LA BELLEZZA DI ESSERE VIVA

Quali sono i valori che tengono insieme un’amicizia? È forse il dare credendo di non aver bisogno di ricevere o riconoscere che dare è già ricevere?
Arrabbiata come una leonessa pronta ad attaccare, vedo con chiarezza questa immagine, limpida come limpida è la mia voglia di vendetta mista all’amarezza  e alla gelosia rivendicate dal presunto tradimento. Tradita da chi ho amato, tradita nel mio essere, in ciò che ho detto e fatto, messa da parte come una scarpa consumata dal tempo e che non si calza più perché diventata troppo comoda.

E’ forse il tradimento quella parte di me che ancora deve essere ammorbidita dall’amore e poi lasciata andare come una foglia appoggiata sull’acqua di un fiume che scorre? E’ forse la paura di essere inferiore, di rimanere alla corda come un pugile sconfitto che mi fa muovere verso la voglia di vendetta? O è solo la rabbia irriverente che viene ogniqualvolta si apre all'evidenza un'aspettativa mal riposta o considerata tale? Chi parla ora? La parte di me più vera perchè è l'unica che vedo o c'è qualcos'altro che posso fare per guardare questo labirinto di emozioni senza perdermi?
La decisione di scegliere cosa osservare è la differenza tra avere ragione ed essere felice una frase che appartiene al mio vocabolario personale. Confezionato insieme ad ogni attacco, c'è sempre una richiesta di aiuto o d'amore.
La bellezza di tutto questo è poterne prendere coscienza sapendo che ogni piccola sfumatura  possa vedere mi appartiene, e ora si rende visibile agli occhi del cuore aprendosi come un fiore per poterne assaporare il profumo della conoscenza. C’è amore accanto alla  rabbia e anche al tradimento, così come accanto alla paura e nella più feroce delle vendette: tanto amore quanto l’Universo può donare a chi lo chiede assetato, felice di poter bere finalmente il nettare della consapevolezza. C’è dolcezza nell’inganno, se lo guardi dal suo lato più nobile, togliendo la patina che lo rende schiavo del suo significato.
Non mi sorprendo più di tutto ciò e i tempi di riscossione dei pegni pagati si accorciano sempre più mostrando qual è la reale essenza di una sofferenza annunciata. Sì, perché tutte le sofferenze sono visitate in anteprima dal buon senso di vedere le cose per ciò che sono: mai nulla arriva di soppiatto scattando fuori dalla scatola come una sorpresa impazzita. L’annuncio della sua fine viene scritto insieme all’inizio in questa recita teatrale che è la vita e ogni singolo momento vissuto è scritto per intero.

Un cuore ferito ha in sé un dono prezioso, molto più grande di tutte le felicità che chiunque possa immaginare: è il regalo più ambìto che i maestri asceti riconoscono come l’unica reale possibilità per camminare nella gioia. Può sembrare un paradosso ma la vita è solo un'unica immensa gioia, a volte travestita, come un attore che interpreta il suo copione, e saperne riconoscere il personaggio che interpreta è il nostro compito. Vestire e svestire, cambiare palcoscenico e personaggio è il gioco magico che ognuno è portato a vivere, e tanto più bravo diventi a riconoscere questo, tanto più la vita diventa uno splendida avventura.
Ho chiesto di conoscere il vero significato del mio trambusto e mi è stato dato: con forza e umiltà mi arrendo riconoscente e grata. Ogni momento è una rinascita, come un'alba che sorge e guardo affascinata perchè so che rimarrà indelebile nella mia mente.